Fontane di Roma

 

La fontana di Nettuno sul lato N della piazza, già detta dei Calderari (il bacino e la vasca polilobati sono di Giacomo della Porta, 1576), rimasta disadorna finché, per simmetria con quella del Moro, non furono collocate nel 1878 le sculture di Antonio Della Bitta (Nettuno lotta con una piovra) e di Gregirio Zappalà (nereidi, putti e cavalli marini).

Al centro della piazza, domina la fontana dei Fiumi, eretta nel 1651 da Gian Lorenzo Bernini, che si conquistò così il favore di Innocenzo X dapprima a lui ostile, e sormontata da un obelisco, imitazione  romana del tempo di Domiziano, proveniente dal circo di Massenzio. Nel mezzo del bacino, alimentato da  otto veli d'acqua, sorge il basamento a scogliera tetrapode con un leone e un cavallo all'abbeverata;  agli angoli siedono le personificazioni colossali del Nilo (Giacomo Antollio Fancelli), del Gange (Claude Poussin), del Danubio (Antollio Raggi) e del Rio della Plata (Francesco Baratta), ai gesti delle quali la tradizione attribuisce in fondatamente significati di rivalità tra Bernini e Borromini.

Fontana di Nettuno Fontana di Nettuno Fontana di Nettuno
 
 
Fontana dei Fiumi Fontana della Barcaccia Fontana della Barcaccia

 Ai piedi della scalinata di piazza di Spagna, fu costruita, in ricordo dell'alluvione del Tevere del 1598, la fontana della Barcaccia (restauro 1988); commissionata da Urbano VIII (il sole e le api sono i simboli dei Barberini) nel 1629 a Pietro Bernini coadiuvato dal figlio Gian Lorenzo, rapprèsenta una barca simmetrica semisommersa e leggermente sotto il livello del terreno, invenzione che dissimulò il problema tecnico della scarsa pressione dell'acqua.

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