Castel S.
Angelo, il grandioso «Hadrianeum» voluto e probabilmente ideato da Adriano come tomba per se stesso e per i suoi successori, la cui realizzazione fu forse affidata all'architetto Demetriano. Iniziato intorno al 123 e terminato un anno dopo la morte dell'imperatore da Antonino Pio, accolse le sepolture dei membri della
famiglia imperiale fino a Caracalla, ucciso nel 217; per accedervi Adriano fece erigere il «pons Aelius», poi S. Angelo, che ne fronteggia l'ingresso. Pur alterato da oltre un millennio e mezzo di storia, il monumento è ancora abbastanza leggibile nelle sue forme originarie (sezione) ed è sede del
Museo nazionale di Castel S. Angelo.
Era costituito da un basamento quadrato in opus latericium (con lati di 86.30 m, corrispondente all'attuale muro di cinta) sul quale poggiava una costruzione cilindrica (64 m di diametro) in opus caementicium rivestito di blocchi di tufo e travertino, forse coperta sulla sommità da un tumulo di terra di tipo etrusco con folta vegetazione arborea, sull'esempio del mausoleo di Augusto e sormontata al centro da un cilindro di diametro inferiore. Agli angoli del basamento si ergevano gruppi statuari, e anche le paraste del corpo circolare erano probabilmente sormontate da statue; il fastigio era costituito da una quadriga in bronzo, forse guidata da una statua dell'imperatore in figura di Sole.
|
|
|
|
All'interno erano tre grandi aule sovrapposte, ancora esistenti, per le tombe imperiali e una doppia rampa elicoidale tuttora percorribile nel primo tratto. Aureliano, costruita nel 271 la cerchia muraria a difesa della città, fece del mausoleo imperiale un avamposto fortificato, recingendolo di mura turrite; la porta che si apriva in questa cinta fu detta poi porta S. Pietro e fu unita alla basilica mediante la «Portica», che nel Medioevo adduceva i pellegrini alla tomba dell'apostolo. Teodorico fu il primo a farne un
carcere, che mantenne però anche il carattere di fortezza consentendo, nel corso della guerra gotica, il controllo della città in mano a Belisario daarchivio più segreto e il tesoro della Chiesa. Niccolò V fece costruire tre bastioni angolari, più tardi
ingranditi da Alessandro VI che ne aggiunse un quarto (di S. Matteo) e un torrione rotondo a controllo
del ponte, poi abbattuto da Urbano VIII; con Pio IV i bastioni furono rialzati e venne eretta la cinta
pentagonale, mentre a Urbano VIII risale il completamento delle fortificazioni esterne. L 'attuale
configurazione del complesso prese forma con i restauri iniziati alla fine dell'500, quando
l'innalzamento degli argini del fiume e dellungotevere ne spezzarono il rapporto con il corso d'acqua e
con il ponte. Nel 1933-34 furono demolite le casermette costruite da Urbano VIII e ripristinati i fossati
e i bastioni di Pio IV; la sistemazione a giardino della zona tra il perimetro quadrato e quello
pentagonale ha tuttavia mutilato l'articolazione fortificata. Oggi la mole si presenta con una cinta
quadrata in basso, rafforzata agli angoli dai bastioni. |